Da wikipedia:
Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti,il cui effetto primo è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo.
Il termine globalizzazione, di uso recente, è stato utilizzato dagli economisti, a partire dal 1981, per riferirsi prevalentemente agli aspetti economici delle relazioni fra popoli e grandi aziende. Il fenomeno invece va inquadrato anche nel contesto dei cambiamenti sociali, tecnologici e politici, e delle complesse interazioni su scala mondiale che, soprattutto a partire dagli anni ottanta, in questi ambiti hanno subito una sensibile accelerazione.
Sebbene molti preferiscano considerare semplicisticamente questo fenomeno solo a partire dalla fine del XX secolo, osservatori attenti alla storia parlano di globalizzazione anche nei secoli passati. Ma erano tempi diversi in cui la globalizzazione si identificava, pressochè essenzialmente, nell' internazionalizzazione delle attività di produzione e degli scambi commerciali.Questa sopra che vedete è l'introduzione al termine che ne dà wikipedia.
La globalizzazione è sicuramente un fenomeno complesso,non definibile in poche righe scritte.Ma tuttavia è possibile spiegarne perlomeno i concetti fondamentali.
Esiste una globalizzazione positiva e negativa,così almeno si crede.Quella positiva riguarda la possibilità,grandemente agevolata,di instaurare contatti con le più disparate realtà del globo e suo strumento fondamentale(ma non unico!)è internet.Quella negativa,i cui risvolti sono molto preoccupanti,si definisce anche globalizzazione dello sfruttamento,ovvero la tendenza generalizzata delle imprese che investono nel mondo a combattere per la propria sopravvivenza sul mercato diminuendo i costi di produzione derivanti dal lavoro di molte persone spesso situate nei paesi del sud del mondo più poveri e dove è assente,o fortemente ostacolata,la libertà sindacale.Di conseguenza molte persone sono al limite della sopravvivenza perchè sfruttate all'inverosimile per lo scopo ultimo della produzione(anzi,ancor meglio,del
consumo).
Queste,molto,molto,molto,ma MOLTO schematicamente,sono le caratteristiche principali della globalizzazione.
Il consumo critico è uno strumento per combattere questo modello economico imperante,e di cui si possono trovare libri che ne trattano esaurientemente per guidare il consumatore nella scelta dei prodotti a lui necessari.
Un filone alternativo a quello delle grandi multinazionali è il commercio cosiddetto equo-solidale,che tutela i lavoratori dei paesi produttori siti nel sud del mondo per incentivare un economia che può essere diversa(dovrebbe!).
La povertà di molti e l'opulenza di pochi non è moralmente giusta,ma neppure sostenibile.Se sprechiamo le risorse che noi paesi ricchi abbiamo,il pianeta non potrà reggere a lungo.Un motivo in più per infomarsi e combattere il sistema di cose vigenti!